PORK PIE HAT
IL VIAGGIO DEL PORK PIE
Gli inizi: anni 1830-1865
Il pork pie hat nasce come cappello femminile, indossato dalle donne britanniche e americane tra gli anni 1830 e la metà degli anni 1860. Piccolo, rotondo, con una corona bassa e piatta o leggermente a cupola, spesso decorato con nastro, cordoncino o piuma. Talvolta soprannominato “bordo taccagno” per la ristrettezza dell’orlo, il suo nome deriva dalla somiglianza con le pork pie. Realizzato in paglia, feltro, cotone o seta, il cappello divenne ben presto un dettaglio di stile che non passava inosservato. Poco dopo, la moda maschile del Regno Unito lo adotta, segnando l’inizio della sua storia lunga e affascinante.







Gli anni ruggenti: 1920-1940
Negli Stati Uniti degli anni ’20, il pork pie hat diventa un simbolo di personalità grazie a Buster Keaton. L’attore del cinema muto lo indossa con il suo stile unico, contribuendo a diffonderlo e persino a reinventarlo: Keaton stesso crea oltre mille varianti di borsalini con cupola abbassata. Negli anni della Grande Depressione, il cappello cresce leggermente in altezza e riacquista la caratteristica tesa floscia; i cappellai lo soprannominano “corona telescopica”, regolabile all’occorrenza. Fra gli amanti del pork pie, nomi come Frank Lloyd Wright e il sassofonista Lester Young lo rendono iconico. Young, in particolare, entra nella leggenda grazie al brano “Goodbye Pork Pie Hat” di Charles Mingus. Durante gli anni ’40, il cappello diventa parte integrante del completo zoot suit e conquista anche la Nuova Guinea.
Dopoguerra e revival
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il pork pie hat perde un po’ di popolarità, ma resta vivo nei circoli jazz, blues e ska afroamericani. Indossatori come Art Carney e Joaquín Monserrat continuano a portarlo con la stessa eleganza di Keaton. Negli anni ’60, i Rude Boy giamaicani rilanciano il cappello nel Regno Unito, influenzando le subculture mod e skinhead. Negli anni ’70 il pork pie cala nuovamente, ma il cinema e personaggi come Jimmy “Popeye” Doyle di Gene Hackman ne mantengono vivo il fascino.
Il pork pie hat attraversa così quasi due secoli, cambiando volto e significato a seconda delle epoche, ma rimanendo sempre simbolo di stile, personalità e identità. Un cappello piccolo, ma capace di raccontare una grande storia.
Cappello in crosta di pelle interamente realizzato a mano, tamponato grigio ed ingrassato.
il disegno è realizzato con incisione laser e colorato a mano.la fascia per il sudore in fodera di maiale al naturale
Creare un cappello…
Non solo un cappello!
Un gesto, un atto, un piccolo miracolo di materia e mente.
Entrare in sintonia,…
Scoprire la persona, non per ciò che dice, non per ciò che mostra…
Ma per ciò che immagina, per ciò che osa, per ciò che ancora non osa!
Immaginarla…
Non come appare, non come si crede…
Ma come potrebbe essere, come potrebbe raccontarsi, come potrebbe liberarsi.
Permetterle di esprimersi!
Ogni piega, ogni curva, ogni sbavatura del tessuto
è voce, è gesto, è segreto rivelato.
Il cappello diventa voce, diventa sguardo, diventa possibilità.














































